Artemisia un alleato potente

L’artemisinina è stata scoperta per la prima volta da Tu Youou nel 1972 nelle foglie di Artemisia annua. Successivamente, l’artemisinina pura è stata ottenuta per biosintesi.
L’artemisinina agisce per mezzo di radicali liberi attivati in presenza di ferro. Inizialmente l’artemisinina veniva utilizzata per trattare i casi di infezioni da malaria.
Successivamente, sono state scoperte numerose altre azioni terapeutiche di questo composto.

Richard Schlegel et al. hanno registrato un brevetto d’invenzione n. US20120010278 A1: Use of Artemisinin for Treating Tumors Induced by Oncogenic Viruses and for Treating Viral Infections.

Altri studi hanno portato alla conclusione che l’artemisinina e i suoi derivati reagiscono con il ferro formando composti in grado di uccidere le cellule maligne.
Le cellule tumorali sono molto più sensibili all’effetto citotossico dell’artemisinina rispetto alle cellule sane, perché le cellule tumorali hanno un maggior numero di recettori che facilitano l’accumulo di proteine ricche di ferro.
L’artemisinina viene accumulata anche dalle cellule tumorali.
A contatto con il ferro, l’artemisinina genera radicali liberi all’interno della cellula cancerosa che viene distrutta.

artemisia


Gli studi condotti dal Dr. Lam dimostrano che l’artemisinina è efficace contro un’ampia gamma di tumori. Il più efficace è quello della leucemia e del cancro del colon.
Ma ha una buona efficacia anche nel melanoma, nel cancro al seno, alle ovaie, alla prostata, al fegato e ai reni. Un’altra proprietà interessantissima dell’artemisinina è la sua funzione antiparassitaria.
I parassiti infatti accumulano ferro infettando i globuli rossi che sono ricchi di ferro. Un eccesso di ferro può attivare l’artemisinina che genera un’esplosione di radicali liberi che attaccano i globuli rossi con eccesso di ferro, distruggendo così anche i parassiti.

L’artemisinina si è dimostrata efficace se integrata nei protocolli per la borrelia (malattia di Lyme). L’artemisinina agisce contro le infezioni fungine, compresa la candidosi, da sola o in combinazione con altri antimicotici (ad es. Pau d’Arco).
Le sorprese di questa molecola meravigliosa non finisco qui, infatti i ricercatori del Centro di Biologia Farmaceutica di Heidelberg hanno concluso che l’artemisinina ha una forte attività antivirale nei confronti di: citomegalovirus e altri Herpesvirus (es. herpes simplex virus di tipo 1 e virus di Epstein-Barr), virus dell’epatite B, virus dell’epatite C.
L’artemisinina blocca anche la replicazione dei virus dell’epatite B e C.
Più recentemente hanno concluso che l’artemisinina è attiva contro le infezioni da Papilloma virus e contro le cellule atipiche o già trasformate del cancro cervicale.

La presenza di ferro o di un donatore di ferro come l’emina aumenta la potenza antivirale dell’artemisinina secondo Paeshuyse J. et al.
Ecco ancora una volta che la natura ci mette a disposizione dei doni per aiutarci a mantenere una buona salute.
Attraverso l’utilizzo della biorisonanza, il biologo nutrizionista può lavorare a 360° per offrire una consulenza naturopatica efficace e personalizzata.
Ad esempio con il Vega test è possibile valutare come l’artemisinina o qualsiasi altro integratore posso influenzare il nostro corpo, saper se gli integratori sono corretti e utili al nostro organismo in quella finestra temporale.

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