Malattia di Lyme

La malattia di Lyme è un’infezione batterica causata dalla Borrelia, una spirocheta come il batterio della sifilide. Le Borrelie sono dei batteri dalla forma allungata e a spirale e trasmessi all’uomo attraverso il morso di una zecca o da altri vettori.
Organismi sfuggenti e difficili da coltivare in laboratorio, sono molto aggressivi, sfuggono facilmente al controllo immunitario e hanno capacità di sopravvivenza avanzate.
Borrelia e le sue coinfezioni come la Babesia, Bartonella, Erlichia e micoplasmi, sono organismi altamente avanzati ed hanno un ciclo vitale complesso con capacità di adattamento molto efficaci.

Questi microrganismi formano un biofilm che rende difficile la penetrazione da parte degli antibiotici al core di questa colonia microbica, rendendo spesso inefficace la loro eliminazione definitiva, ma anche la diagnosi. Purtroppo, associati a questo biofilm batterico si trovano altri organismi: sono vermi, o altri organismi simili a vermi.

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Questi vermi o parassiti più grandi possono vivere al di fuori dell’intestino e in tutto il resto del corpo. Storicamente si riteneva che i vermi e i parassiti fossero per lo più confinati nell’intestino. In realtà vermi o parassiti possono prendere dimora con Borrelia, Babesia e Bartonella, rifugiarsi all’interno di comunità di biofilm e diventare partner importanti per la sopravvivenza delle infezioni anche al di fuori dell’intestino. A causa della relazione simbiotica tra parassiti e infezioni Lyme-correlate, si rende necessario trattare anche i parassiti non batterici perché questo consente di destabilizzare intere colonie batteriche nascoste nei tessuti profondi di tutto il corpo, contribuendo a debellare le spirochete e dunque la malattia di Lyme.

Anche qui abbiamo un grande aiuto dalla biorisonanza, attraverso la quale è possibile identificare i principali elementi del biofilm ed eliminarli in maniera specifica. Nel mio studio a Vicenza e a Cagliari dispongo di diverse apparecchiature di biorisonanza attraverso le quali è possibile indagare la presenza di questi microbi, e combinare la consulenza da biologa nutrizionistica con quella naturopatica per contrastare questa problematica multifattoriale e lavorare a diversi livelli.

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