Campi a bassa frequenza, DNA e microbi

La biorisonanza è qualcosa che noi già usiamo da tempo ma non sapevamo che questa proprietà di tutti i sistemi fosse alla nostra portata tuti i giorni.

La nostra biologia non è retta solo dalla materia, ma anche e soprattutto dal campo delle frequenze/informazioni. La materia non rappresenta che un miliardesimo della nostra realtà (citazione del Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia), oppure “La Realtà è il Campo” (Albert Einstein), e ancora “Dalle frequenze dell’individuo si può capire di che malattia soffra” (Carlo Ventura, Università di Bologna, direttore del laboratorio Advanced Therapies and Tissue Regeneration l CNR).

Il Nobel che più ha osato ormai al termine della sua carriera, e che ha fatto stupefacenti e futuristiche scoperte sul legame fra viventi ed energia pura, è sicuramente Luc Montagnier. Riporto qua la sintesi di un suo intervento al Lindau Nobel Laureate meetings (mediatheque.lindau-nobel) dove parla del legame del DNA tra fisica e biologia, ovviamente si parla di fisica quantistica e di bio risonanza:

“L’associazione del DNA con l’acqua è nota fin dalla codifica della sua struttura a doppia elica mediante diffrazione a raggi X nel 1953 (Watson, Crick, Wilkins e Franklin).

Tuttavia, il potere del DNA di organizzare l’acqua sembra andare ben oltre il mero riempimento delle molecole d’acqua all’interno delle scanalature della doppia elica. Infatti, abbiamo recentemente scoperto che alcune sequenze di DNA – finora appartenenti a batteri e virus patogeni – sono in grado di indurre nell’acqua strutture specifiche di dimensioni nanometriche.

Quando sono sufficientemente diluite in acqua, queste strutture emettono uno spettro di onde elettromagnetiche a bassa frequenza (da 1.000 a 3.000 Hz). Si tratta di un fenomeno di risonanza che dipende dall’eccitazione da parte di onde elettromagnetiche a bassissima frequenza, solitamente fornite dallo sfondo ambientale. Secondo la teoria dell’acqua difasica, i dipoli dell’acqua possono organizzarsi, su input di bassa energia, in domini quantistici coerenti in grado di ricevere e conservare informazioni biologiche. In accordo con questo modello, abbiamo recentemente ottenuto la prova che alcune specifiche sequenze di DNA possono essere trasmesse attraverso le onde dell’acqua.

Ciò solleva l’interessante possibilità che le strutture viventi siano in grado di comunicare attraverso le onde, come noi, esseri umani, abbiamo recentemente iniziato a fare per scopi sociali con i telefonini per esempio. Oltre a queste considerazioni teoriche, esistono già applicazioni mediche del fenomeno: nel sangue di pazienti affetti da malattie croniche, possiamo rilevare le firme elettromagnetiche del DNA di microrganismi infettivi rimasti allo stato latente.

Nel caso dell’HIV/AIDS, la firma del DNA appare dopo la terapia antiretrovirale, rivelando una nicchia del virus resistente a questo trattamento”.

dna

Queste erano le parole di Montagneir nel lontano 2010

ed ora le sue teorie, che i conservatori definivano fantascemenza, cominciano a prendere forma in più svariati settori. Fondamentalmente lui diceva che DNA virale o batterico patogeno emette delle onde e che queste possono essere sentite e misurate grazie al fenomeno di risonanza, anche se questi frammenti di patogeni vengono da copie bassissime.

L’energia con le sue onde è dovunque anche nel così detto vuoto, e noi stiamo solo cominciando a scoprirla.

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