Nel corpo umano si trova un’ampia gamma di microrganismi, tra cui virus, batteri, archei, funghi e protozoi. Diamo a tutti questi ospite il nome di microbiota. Oggi sappiamo benissimo che le comunità di microrganismi e le loro interazioni reciproche e con l’ospite hanno un forte impatto sulla salute e sulle malattie umane. Mentre la componente batterica ormai è diventata una star di Hollywood, invece l’insieme di virus che ci abitano, noto con il nome di viriota è meno conosciuta, anche perché più difficile da maneggiare. Il viriota è la frazione virale del microbiota ed è dominato da virus batteriofagi cioè che infettano i batteri e da virus eucariotici che infettano le cellule umane. Il viroma umano comprende l’insieme di tutti i virus presenti nel corpo umano, compresi i batteriofagi, i virus eucariotici e i retrovirus endogeni. Questi virus sono presenti in tutto il corpo umano, nell’intestino, nella pelle e nella cavità orale e possono essere trovati in vari tipi di campioni, tra cui il sangue, le feci e il liquido cerebrospinale. Alcuni virus possono essere acquisiti alla nascita e continuano a essere trasmessi attraverso il microbiota materno.
Tra i principali fattori che modellano il viriota umano sono di nuovo la dieta, il tipo di parto, il latte materno, i farmaci come gli antibiotici e gli immunosoppressori, la genetica dell’ospite, la convivenza, la geografia, le malattie sottostanti e l’invecchiamento.

Il viriota umano è costituito dai virus che colonizzano il corpo umano replicandosi nelle cellule umane e da quelli che infettano le componenti procariotiche (batteri) del microbiota umano. Dentro questo gruppo che è il viriota oltre ai virus che possono causare infezioni, ci sono anche virus cosiddetti buoni e/o utili per noi. Una alterazione (disbiosi) del viriota è correlata a diverse malattie umane. Nella pandemia da coronavirus 2019 (COVID-19), una grande percentuale di persone infettate dal virus, il coronavirus 2 della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV-2), era asintomatica, mentre altre hanno sviluppato una malattia grave. Queste persone pur presentando i noti fattori di rischio, è stato dimostrato che in realtà differivano per la disbiosi del viriota, il quale era quindi il fattore principale che influenzava la gravità degli esiti dell’infezione da SARS-CoV-2. Gli studi hanno evidenziato un ruolo potenzialmente importante del viroma umano anche nella persistenza dell’infezione da SARS-CoV-2 e nella prevenzione della reinfezione. Tra i vari batteri che già conosciamo come gli EBV o il CMV una componente molto interessante del nostro pool di virus è rappresentato dai retrovirus endogeni umani (HERV). Questi sono virus antichissimi che rappresentano circa l’8% del DNA genomico umano. Gli HERV hanno la capacità di integrare il loro genomi nel nostro DNA. Gli HERV contengono inoltre DNA pro-virale, il quale può entrare nelle cellule germinali ed essere trasmesso alla prole. Le proteine HERV e la loro replicazione sono associate a diverse malattie, tra cui quelle autoimmuni, neurodegenerative e infiammatorie croniche. Ad esempio, le proteine del capside di HERV-W e HERV-K sono coinvolte nei percorsi fisiopatologici della sclerosi multipla e della sclerosi laterale amiotrofica.
La biorisonanza può aiutarti a capire lo stato di salute del tuo microbiota, con tutte le sue componenti, anche virali. Ricevo a Vicenza e Cagliari.


